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Storia di un amore infelice - 2003

    

Le Radici dell'Amore - 2006

   

Con l'inferno nel cuore - 2010

    

OLTRE I LIMITI DELLA RAGIONE. Una storia tra Amore, Teatro e Follia - 2012

 

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Ancora oggi, nelle notti di tempesta, quando il cielo romano sembra far rabbrividire con i suoi colori tetri, squarciato dalla luce fulminea dei lampi e dal fragore dei tuoni, nonostante lo scorrere imperturbabile del tempo, si è soliti udire un lamento di donna, passando nei pressi del carcere che ospitò Ortensia quando, dell’attrice che fu, ne era rimasto solo il ricordo. Era simile ad un declamare triste di versi, proveniente da quella che era stata la sua cella, ora rimasta vuota per paura di quelle strane e misteriose voci.

 

 

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Era Sabato 10 febbraio 2003, ore 19,00. Il sipario si era aperto e i personaggi erano entrati sul palco. Davanti, una platea piena attendeva, con sguardi attenti, l’inizio della rappresentazione. La serata si annunciava piacevole e la visuale era ottima in ogni posto a sedere nel grande teatro. Come per ogni prima, anche quella sera si respirava un’atmosfera di attesa, e le signore erano accompagnate dai rispettivi mariti, dai fidanzati o dagli amanti, tutte in ghingheri nei lunghi abiti scuri e con le collane dorate al collo, emozionatissime e con gli occhi luccicanti dal vedere, da lì a poco, la loro storia preferita: Romeo e Giulietta.

           A sorprendere ancora di più la platea, a sipario aperto, oltre al prologo, erano la bella scenografia, verosimigliante la piazza di Verona, e i costumi addosso agli attori. Da fondo, intanto, era entrato in scena l’attesissimo Romeo.

           Sembrava quasi che, quel ruolo, fosse stato modellato a misura per Fabrizio. Era perfetto nell’andamento dei passi, consapevole della sua interpretazione, emotivamente calato nella parte, capace di saper trasmettere in maniera encomiabile ogni emozione che nasceva nell’animo del personaggio, triste per le sue pene d’amore e preso in giro da Mercuzio.

         Arrivò poi il riuscitissimo ingresso della fanciulla tanto desiderata dal pubblico di quella sera: Giulietta.

         Erano veramente impressionanti il realismo degli effetti scenici e la passione sul palco che, per un attimo, sembrarono essere veri lo stupore e lo scombussolamento dei sensi all’incontro di Romeo con Giulietta, la passione travolgente dei due giovani innamorati e i baci infuocati, da fare palpitare d’emozione i cuori degli spettatori ma, ancora più trepidanti, erano in quel momento i due giovani attori.

         Fabrizio riusciva a far scorrere sul suo viso il sentimento di dolore per l’uccisione di Tebaldo e ciò che ne era conseguito al suo gesto. La gente poteva intravedere la rabbia e il profondissimo abbattimento provati da Romeo nell’istante in cui lasciò Giulietta, dopo essersi amati durante una sola ed unica notte, per non parlare del grandissimo dolore sentito nel crederla morta fino ad  infliggersi egli stesso la morte.

         Non meno emozionante l’interpretazione di Ortensia sulle cui labbra, ogni sorriso, ogni grido disperato, ogni manifestazione d’afflizione o di gioia, aveva lasciato un segno incancellabile nel cuore degli spettatori i quali, trattenendo il fiato, tra una scena e l’altra, sciolsero la commozione e la tensione solo al momento degli applausi finali.

         «E’sempre un’emozione vedere Romeo e Giulietta…».

        «Già, ma ancora più emozionante è stata l’interpretazione di questi due giovani attori: Fabrizio e Ortensia».

         «Un’ottima recitazione direi. Sembravano sul serio due innamorati», commentava la gente dopo aver lasciato il teatro e, tra gli spettatori, uno in particolare era rimasto affascinato, oltre che dall’interpretazione, anche e soprattutto dall’incantevole bellezza dell’attrice che aveva seguito con gli occhi, ed ora, col pensiero.

         «Ti vedo frastornato, cos’hai…», aveva chiesto la fidanzata dell’attentissimo spettatore.

              «Nulla cara. Sto ancora pensando allo spettacolo».

Per Fabrizio e Ortensia quella serata, fatta di applausi, di fiori aulentissimi, di trionfi dopo duri sacrifici, le tante amarezze, interminabili ore di prove, dopo aver scalato insieme, giorno dopo giorno, passo dietro passo, la salita che li aveva finalmente portati al successo, rimarrà scolpita nelle loro menti e nei loro cuori, per sempre.

 

 

 

IN SCENA... Tre Storie per il Teatro - 2012

IRIS - 2013.

Premessa tratta dal romanzo "IRIS" - 2013
Premessa
 
 
    Ci sono cose che, per quanto possano sembrare impossibili, si possono tuttavia in parte spiegare, cose che rendono questa terra o alcuni luoghi di essa, un mondo a parte, che è possibile osservare e recepire soltanto se ci si pone in uno stato introspettivo, liberandosi dai preconcetti. In questa “dimensione parallela”, l’unico padrone è il Sogno, un particolare stato della mente che permette di viaggiare oltre la realtà che ci circonda ed entrare in contatto con essenze e forze arcane, a noi sconosciute. Non è facile dire come la mente umana possa entrare in sintonia con queste entità invisibili e dar vita, così, alle tante leggende che popolano molte città e riempiono le pagine di molti libri. Ci si chiede se sia possibile che queste leggende nascondano una sorprendente verità o se siano semplicemente frutto della nostra immaginazione o dei nostri sogni. Forse ci sono davvero luoghi misteriosi e inspiegabili intorno a noi, presenze nascoste che ci vogliono comunicare qualcosa tramite persone particolarmente sensibili e predisposte rispetto alla maggior parte della gente, come in un gioco di specchi, di allucinazione e raziocinio, in un crescendo di orrore reale e soprannaturale, fino a condurci ad una conclusione sorprendentemente vera.
Qui, la presenza sottile di Iris va e viene, sospesa tra i due mondi, interagendo con il cuore e la mente di Bianca, condividendo con lei il proprio passato. Uno spirito che fa aprire a sé la coscienza della giovane donna fino ad immergerla nell’immensità e nella forza delle sue parole e degli eventi di una vita trascorsa tra menzogne, guerra, lotte partigiane per la libertà, inganni e morte. Racconti, questi, che spronano la mente di Bianca alla conoscenza di sé e delle sue vere origini. Ascolta, quasi rapita e al tempo stessa affascinata come chi, mentre osserva e ode il lento fluire dell’acqua di un fiume, coglie inaspettatamente piccoli bagliori colorati: sono piccoli cristalli luccicanti che prima erano celati dalla sabbia. Li raccoglie affascinato ed il sole li attraversa; egli proietta il suo cuore all’interno delle loro trasparenze ed improvvisamente si sente avvolto dalle melodie remote che l’Infinito ha dipinto. Allo stesso modo Bianca sente il turbinio della sua anima come una dolce acqua che attraversa il suo cuore, ogni qualvolta le appare in sogno Iris.

          Forse molte anime, molti spiriti accompagnano il nostro cammino, ogni giorno, mentre molte persone creano la propria distruzione e quella altrui e, intanto, pensano solo alle proprie necessità e si separano, si combattono, si uccidono per il potere, l’egoismo, l’invidia. Basterebbe aprire il nostro cuore ed ascoltare la loro voce, i loro lievi sospiri, i loro messaggi. Non bisognerebbe temerli, ma abbandonare la mente e tuffarsi nell’immenso oceano che si ha dentro, fidarsi del proprio cuore,poiché lì risiede la forza e il potere più grande che si chiama Amore.

                                                                                                                                                                                                                        L'Autrice

UNA LUCE NEL BUIO - Testo teatrale- Atto unico, 2015

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IO SONO MARILU' - 2018

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